Con il suo nuovo singolo “Born to Shine”, Harmando si impone come una delle voci promettenti della trap italiana. Classe 2006, il giovane artista pugliese racconta con autenticità la sua crescita, la sua determinazione e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Il brano, potente e incisivo, è un vero e proprio inno alla resilienza, arricchito da un videoclip di forte impatto visivo.
In questa intervista esclusiva per Music-Alive, scopriamo direttamente dalle sue parole il significato di Born to Shine e il percorso che lo ha portato fin qui.
1. Born to Shine trasmette un forte messaggio di autostima e determinazione. Qual è stata la scintilla che ti ha ispirato a scrivere questo brano?
Non c’è stata una vera e propria scintilla improvvisa, ma piuttosto una necessità interiore di raccontare ciò che ho vissuto. Nella prima parte del brano ho voluto esprimere le mie esperienze passate, mentre nella seconda emerge la mia volontà di dimostrare chi sono e cosa voglio ottenere. Scrivere di sé stessi in modo semplice ma non banale è fondamentale: significa mettersi a nudo davanti al pubblico, perché se è vero che il dolore è un sentimento comune, ogni sfumatura di esso è unica per ciascuno di noi.
2. Nel videoclip ufficiale emerge un’estetica molto potente. Quanto è importante per te l’aspetto visivo nella tua musica?
L’aspetto visivo è fondamentale per il mio progetto artistico. Un videoclip non è solo un accompagnamento alla musica, ma una vera e propria narrazione visiva, un film di sé stessi e dell’attualità, destinato a diventare memoria nel tempo.
Curare ogni dettaglio permette di trasmettere il messaggio nella sua forma più chiara. I più giovani spesso colgono prima le immagini che le parole, e un video ben realizzato può aiutarli a entrare nel mio mondo, a comprendere e rispecchiarsi nel mio racconto.
3. La tua musica è influenzata da artisti internazionali e italiani. Come riesci a bilanciare queste ispirazioni per creare un sound unico?
Può sembrare una risposta scontata, ma è la verità: la mia musica è profondamente influenzata dalla scena americana, ma contiene anche elementi tipicamente italiani. Questo è naturale per chiunque si ispiri a generi internazionali, ma voglia comunque mantenere un’identità personale.
Fin da bambino, ho ascoltato artisti molto diversi tra loro: passavo da Michael Jackson a Vasco Rossi, da 50 Cent a Fabri Fibra. Questa contaminazione musicale ha reso il mio stile ibrido e riconoscibile.
4. Sei molto giovane ma hai già un’identità artistica definita. Quali sono le sfide più grandi che hai affrontato nel tuo percorso musicale?
Una delle sfide più difficili è stata uscire dalla mia zona di comfort e accettare che, per raggiungere i propri obiettivi, bisogna scontrarsi con difficoltà e fallimenti.
Oggi vedo tanti ragazzi che sperano di farcela, ma pochi che lottano davvero per il proprio sogno. Per fortuna, ho sempre avuto accanto persone che mi hanno aiutato a capire che se non agisci, se ti lasci distrarre dai social, dal calcio, dalle serate, il tuo sogno rimarrà tale e non diventerà mai realtà. La determinazione è la chiave.
5. Born to Shine segna un nuovo capitolo della tua carriera. Cosa possiamo aspettarci da Harmando nei prossimi mesi?
Born to Shine è stato solo l’antipasto: volevo far capire a chi mi segue che il meglio deve ancora arrivare.
Nei prossimi mesi, voglio confermare il mio impatto sulla scena musicale, dimostrare che il mio percorso non è frutto del caso ma della determinazione. Harmando ha ancora molto da r
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